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#01 (Bio) diversity?

Opportunità dalla crisi

Contadini, designer, artiste, ricercatori, una specialista della comunicazione e responsabili dello sviluppo regionale hanno lavorato insieme sul tema della diversità, dal punto di vista biologico, agronomico e antropologico. Questo workshop di progettazione partecipativa ha permesso ai partecipanti e ai facilitatori di condividere le loro prospettive per generare una comprensione condivisa della (bio-)diversità. Il workshop è stato ospitato da Margareth Kaserer e Simon Steinburger, presso Aspmayrhof-Hotel Amazonas, Wangen-Vanga.

Dopo una sessione di “speed-dating” di apertura, dove tutti si sono conosciuti, il Prof. Fuad-Luke, Facoltà di Design & Arte, Libera Università di Bolzano, ha sollevato domande sulla nostra comprensione della (bio-)diversità e ha introdotto uno strumento concettuale, il Triangolo delle diversità.

Ai partecipanti è stato poi chiesto di sviluppare una “Cronologia del Cibo” per l’Alto Adige-Süd Tirol, dal neolitico ai giorni nostri, al fine di comprendere meglio i fattori che influenzano la produzione di cibo nella regione. Assistiti dal facilitatore, hanno applicato le proprie conoscenze, hanno discusso tra di loro e hanno fatto riferimento ad una piccola biblioteca di libri messi a disposizione come memoriale di aiuto. I partecipanti si sono concentrati su quattro fattori chiave – eventi storici, politiche alimentari e culturali, leggi e altri fattori – e hanno chiesto di inserire i post sulla cronologia. In seguito ai partecipanti è stato chiesto di disegnare i pasti tipici che rappresentavano tempi diversi sulla linea del tempo e di speculare su quali sarebbero stati i cibi del futuro sui nostri piatti.

Lo sguardo sulla storia ha rivelato alcune osservazioni interessanti, soprattutto rispetto agli accadimenti degli anni ’60, quando sono emersi diversi movimenti e contro-movimenti nel campo dell’alimentazione e della cultura, quali i movimenti per la modernizzazione, l’industrializzazione e l’internazionalizzazione dell’agricoltura (ad esempio la Rivoluzione Verde negli anni ’60) e i successivi contro-movimenti come Bioland (1971) e Slow Food (1986). Oggi, la tendenza che si oppone all’intensivizzazione industriale della produzione alimentare sembra essere l’autenticità del cibo.

Per il cibo del futuro, sono state identificate tre direzioni:

  • Maggiore industrializzazione e “Alimenti funzionali”, come ad esempio pillole alimentari
  • “Dieta con proteine alternative” – insetti, legumi, noci
  • “Cibo del Sud” – olive, arance e limoni come reazione al cambiamento climatico.

Dopo la Cronologia del Cibo, i partecipanti hanno rivolto la loro attenzione alla domanda “Quali sono le opportunità nella (bio)diversità?” attraverso una discussione di gruppo, documentando i risultati su una tovaglia di carta. Le intuizioni chiave erano incentrate sulla necessità di cambiare l’attuale paradigma e i modelli di base; per esempio, spostando il pensiero da fattoria come centro di produzione alimentare a fattoria come ecosistema e habitat; spostando la burocrazia da pesante a leggera ma solo per i bioagricoltori; spostando i valori da un falso senso di nostalgia a una “nuova nostalgia”; de-accelerare, andare verso una “retro agricoltura”, “retro cibo”.

Il workshop si è concluso con i risultati di queste discussioni. Margareth e Simon di Aspmayrhof hanno infine guidato i partecipanti in una visita al maso, spiegando come  come lavorano la terra, la loro filosofia e come hanno combinato le loro idee di coltivazione con altre pratiche della fattoria incentrate sull’arte, la performance e la musica.

I workshop partecipativi sono intesi come processi di apprendimento collettivo. Cosa potrebbe essere una fattoria? muu-baa vuole sfruttare al meglio le conoscenze e le potenzialità di ogni partecipante. Lo scopo ultimo di questi workshop e di queste esplorazioni è quello di incoraggiare gli altri ad esplorare.